Pillole di Jazz per appassionati.(Ricordi, curiosità, recensioni, rarità discografiche, video ed affini, con particolare attenzione al JAZZ ITALIANO)
Il mio interesse per il jazz è rivolto, più o meno, a tutte le sue forme, però l'utilizzo della voce come strumento primario mi appassiona particolarmente, com'è possibile constatare scorrendo le pagine di questo blog, e se vi è un artista
che più d'ogni altro ha usato, consapevolmente, la voce come strumento questi è la grande Billie Holiday. Questa consapevolezza la espresse lei stessa già nel 1939 in un intervista rilasciata a Dave Dexter su "Down Beat":
«... io non penso di cantare. Mi sembra di suonare la tromba. Cerco di improvvisare come Les Young, come Louis Armstrong o qualche altro che ammiro. Detesto il canto puro. Devo cambiare il tono e adattarlo a me. Ecco quello che faccio».
Billie Holiday è stata, a mio avviso, la prima vera grande cantante di jazz e rappresenta, ancora oggi, un punto di riferimento che a quasi mezzo secolo dalla sua scomparsa (avvenuta nel 1959 a soli 44 anni) non è stato ancora superato e forse nemmeno uguagliato e «... la sua voce singolarissima rimane uno dei monumenti più preziosi e inscalfibili al jazz, inteso nella sua essenza più profonda, luminosa». (L. Federighi, Cantare il Jazz, Laterza, 1986, p.69).
Il filmato che ho trovato, però, la presenta in veste più recitativa, da comedienne sofisticata (sempre citando Federighi), in una delle sue interpretazioni più famose e shoccanti: quello Strange Fruit, manifesto politico contro il linciaggio dei neri, rifiutato dala Columbia, che allora aveva Billie sotto contratto, e realizzato nel 1939 solo grazie al coraggio del patron della Commodore: Milt Gabler.
Non sono riuscito a risalire all'epoca di questo filmato, ma si tratta, quasi certamente, degli ultimi anni della vita della cantante.
Nell'esecuzione di questo brano, negli anni, si sono, arditamente, cimentati decine di artisti, ma solo alcune di queste esecuzioni meritano di essere ricordate (fra quelle a me note):
- Abbey Lincoln nell'album Abbey sings Billie vol.1 ci offre una sentita versione con n vigoroso assolo di batteria di Mark Johnson;
- Carmen McRae in Lover Man ne dà una struggente versione accompagnata solo dalla chitarra di Mundell Lowe;
- Nina Simone in Feeling Good si avventura in una esecuzione quasi fotocopia di quella del video appena visto;
- Cassandra Wilson in New Moon Daughter cerca di modernizzarla con un sapiente uso della ritmica.
Particolare anche la versione di Sting accompagnato dall'orchestra di Gil Evans nello storico concerto a Umbria Jazz 1986.
Fra le versioni vocali, comunque, quella della Holiday del 1939 con l'ottetto del trombettista Frank Newton resta insuperata.
Concludo proponendo l'ascolto di una particolare versione, solo strumentale, eseguita nel 1941 da un trio composto da Sidney Bechet al sax soprano, Willie "the Lion" Smith al piano e Everett Barksdale alla chitarra.
Buon ascolto!
