Jazz americano, jazz europeo e così via. Per me non esistono confini per il jazz e neppure colore. Bianco, nero, giallo. Se un musicista sa suonare, se conosce l'armonia e si esprime con swing, fa del jazz. E lo fa in Africa, in Russia o in America.(Duke Ellington)Riflettere, come in uno specchio, la creatività è tutto ciò che può fare un creatore(Ahmad Jamal)Sono l'uomo più felice,il più fortunato. E il canto è tutto per me.Non potrei immaginare altra professione. Quando canti sei il padrone del mondo. Se poi hai il background ritmico e orchestrale giusto, e se stai cantando il blues, il blues ti entra dentro, diventa parte di te. E allora non ti senti più il padrone del mondo, ma dell'universo.(Jimmy Rushing)Il jazz è americano. Ma la musica non ha patria. E il jazz è musica. Noi suoniamo un tipo di jazz che è in stretti rapporti con la cultura europea. Ma è sempre jazz. Perché il jazz ha regole espressive ben precise da cui non si può derogare.(Django Reinhradt)Che c'è di più bello della voce umana. Spesso mi sono chiesto se Armstrong è meglio come trombettista o come vocalist. Con la tromba ha creato il jazz, con la voce gli ha dato l'anima. Lasciateli cantare! Che lo facciano, però, con naturalezza, con genuinità, con feeling, con sincerità.(Duke Ellington)Il jazz è ciò che ci permette di evadere dalla quotidianità.(Stéphane Grappelli)...oggi che la musica è in crisi gravissima, prigioniera com'è di mode e ripetitività, il jazz è la salvezza: è l'unico genere musicale considerato da chi lo pratica non un mezzo ma un fine, non un lasciapassare verso il successo e la ricchezza, ma un piacere a sé stante(Gino Paoli)Il miglior jazz è stato fin dal principio ed è ancora oggi, un riflesso della situazione dei negri americani e delle loro idee su se stessi e sul mondo intorno a loro.(LeRoi Jones)Nella musica io cerco soprattutto logica e sentimento. E un musicista poco intelligente non riuscirà mai a esprimere contemporaneamente (o anche separatamente)questi due indispensabili ingredienti jazzistici. (Lennie Tristano)
Circa un anno e mezzo fà dedicai una pagina di questo blog a Gil Cuppini, alla sua vita e alla sua musica, nella quale fra l'altro lamentavo le difficoltà trovate nel reperire i suoi dischi, ormai pressoché tutti fuori catalogo.
Recentemente quella lacuna è stata parzialmente colmata da una lodevole iniziativa della Riviera Jazz Records che nella serie Jazz in Italy, curata da un esperto come Adriano Mazzoletti, ha pubblicato Gil Cuppini Groups, un album che contiene tutte le incisioni del batterista a proprio nome dal 1947 al 1954, sapientemente illustrate nelle note di copertina dallo stesso Mazzoletti.
Nelle 23 tracce contenute nel disco si possono ascoltare anche alcuni dei più autorevoli jazzisti italiani dell'epoca: Glauco Masetti, Eraldo Volonté, Nino Impallomeni, Giorgio Gaslini, Pino Calvi e molti altri, ed anche Toots Thielemans, in una bella versione di Perdido in cui suona la chitarra e non l'armonica come erroneamente riportato nelle note discografiche.
Di particolare interesse le prime incisioni realizzate in Italia di brani di ispirazione Be-bop, e che riprendono famose composizioni di Gillespie come Night in Tunisia, Salt Peanuts, Manteca, ecc., con Impallomeni che rifà Dizzy.
Un disco da non perdere, soprattutto da coloro che amano il jazz italiano.
Nella stessa serie è uscito anche un album dedicato all' Orchestra di Ritmi Moderni diretta da Francesco Ferrari (1946 - 1953), la prima grande orchestra della Radio Italiana incentrata prevalentemente sul jazz, con un repertorio che si ispirava alle grandi big bands americane da Count Basie a Harry James.
Anche questo un disco da non perdere per chi ama questo genere di musica e soffre un pò di nostalgia.
Basta fare come ho fatto io, andare sul sito della Riviera Jazz Records e ordinarli, vi arriveranno in tre, quattro giorni e potrete godere di momenti indimenticabili.