Pillole di Jazz per appassionati.(Ricordi, curiosità, recensioni, rarità discografiche, video ed affini, con particolare attenzione al JAZZ ITALIANO)


Nei giorni scorsi un visitatore del blog mi segnalava la totale assenza di notizie biografiche su Gil Cuppini nel Web ed avendo letto la mia pagina del 25 giugno 2006 in cui parlavo del musicista mi chiedeva notizie. Avendo constato tale carenza ho cercato di ovviarvi nei limiti delle mie conoscenze ed avvalendomi essenzialmente del fascicolo monografico pubblicato sul numero di aprile 1997 della rivista "Musica Jazz". (La foto qui sotto è di Riccardo Schwamenthal / ctsimages.com / phocus agency.)

Musicista di grande spessore e di forte personalità, Gilberto (Gil) Cuppini è stato uno dei più importanti jazzisti italiani del dopoguerra, contribuendo in maniera significativa all'affermazione del jazz italiano a livello internazionale e partecipando a numerosi festivals in Europa e neglu USA.
Nato a Milano nel 1924 in una famiglia di musicisti, il padre era un noto direttore d'ochestra di musica leggera, subito dopo la fine della guerra lasciò gli studi di medicina per dedicarsi alla musica esordendo nel 1945 come batterista in alcune orchestre allora in voga.
Nel 1947 incise i primi dischi a suo nome con il Sestetto Jazz Gil Cuppini, stilisticamente ancora rivolto allo swing, mente continuava a militare in compagini orchestrali famose: Pippo Barzizza, Armando Trovajoli ecc..
Nel 1948 si convertì alla lezione stilistica del Be Bop alla quale resterà sempre fedele, rinunciando a scelte più moderne anche a scapito della popolarità.
Nel 1949 partecipò al 1° Festival del Jazz di Parigi, esibendosi sia con Armando Trovajoli, sia con Gorni Kramer. Festival storico che vide per la prima volta in Europa personaggi del calibro di Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Miles Davis, Max Roach, Kenny Clarke, Tadd Dameron ecc.. (l'aristocrazia del Be Bop).
Negli anni seguenti continuò ad esibirsi con numerosi musicisti italiani ed
europei, realizzando anche ottime collaborazioni discografiche, come quella del 1959 con l'eccelente baritonista svedese Lars Gullin.
Nel 1960 il suo quintetto con Sergio Fanni alla tromba, Eraldo Volonté al sax, Ettore Righello al piano e Giorgio Buratti al basso vinse la prima "Coppa del Jazz" , organizzata dalla RAI.
Nel 1964 mise insieme la prima grande orchestra a suo nome, la Concert Jazz Band, che comprendeva i più importanti nomi del panorama musicale italiano ed aveva come modello il "First Herd" di Woody Herman.
Con questa compagine sia pure con formazioni diverse, ebbe per tutti gli anni '60 una serie di riconoscimenti ed incise diversi dischi.

Negli anni '70 assieme a Franco D'Andrea e Giorgio Azzolini costituì una sezione ritmica stabile ch si esibiva al "Capolinea" di Milano accompagnando i numerosi musicisti di passaggio per il capoluogo lombardo.
Nel 1985 ricevette il premio "Una vita per il jazz".
Negli ultimi si suonò spesso con le Jazz Stars of Italy, messe insieme da Lino Patruno, con Romano Mussolini, Carlo Loffredo, Henghel Gualdi e altri noti senatori del jazz. Questa formazione può essere ascoltata nell'album Hello Satch! prodotto da Ca' Bianca.
Continuò ad esibirsi con varie formazioni fino ad un mese prima della morte avvenuta il 19 giugno 1996 per complicazioni post operatorie di un intervento chirurgico all'ernia.
È sepolto nel cimitero di San Lazzaro nel comune di Sarzana (SP)

(La foto mi è stata cortesemente concessa da un amico provetto fotografo che cura un bellissimo Blog fotografico sul Golfo dei Poeti, prontoprovablog.splinder.com e che merita una visita anche se non parla di jazz).
Oggi purtroppo non è facile reperire i suoi dischi quasi tutti fuori catalogo. Oltre a quello con Lino Patruno segnalato sopra, è possibile trovare nei siti specializzati quel What's New del quintetto già segnalato nella pagina del 25 giugno 2006. Per il resto solo una paziente ricerca nei negozi specializzati o fra l'usato può portare a qualche successo, ma ne vale la pena!!
Innanzi tutto perché GEROVI-JAZZ, perché andando verso i 70 il jazz è la cosa che mi fa sentire giovane, una specie di "Gerovital", il famoso rivitalizzante tanto in voga negli anni '80.
Il mio primo incontro con il Jazz avvenne più di 50 anni fà. Era l'estate del 1955 e a 10 anni dalla fine della guerra la Versilia pullulava di locali dove si ballava, ci si divertiva e si ascoltava musica di ogni genere: al Caprice di Viareggio suonava Van Wood, alla Bussola di Focette furoreggiava Carosone, solo per citare i più famosi. Come molti diciottenni d'allora ero un grande ammiratore di Carosone (e sinceramente ancora oggi ascolto sempre con piacere gli straordinari successi d'allora), ma una sera capitai per caso, con alcuni amici più grandi, in un locale di Marina di Carrara, un "Night Club" come si diceva allora, di cui non ricordo il nome (qualcosa che aveva a che fare con la luna), dove suonava un quintetto di musicisti a me sconosciuti e rimasi folgorato dalla loro musica, così diversa da quella che ero abituato ad ascoltare. Alla batteria suonava un certo Gil Cuppini, che non avevo mai sentito nominare e ricordo che rimasi affascinato dal suo modo di suonare, ma anche gli altri musicisti non erano da meno. All'epoca i nomi non mi dicevano nulla e li dimenticai, tranne quello del batterista. Anni dopo ripensando a quella sera mi resi conto che probabilmente avevo ascoltato quanto di meglio il jazz italiano dell'epoca poteva offrire: Oscar Valdambrini alla tromba, Gianni Basso al sax tenore, Renato Sellani al piano e Giorgio Azzolini al basso, stando alla formazione tipica del "Gil Cuppini quintet" di quegli anni. Quell'incontro servì per iniziare quello che sarebbe stato il mio lento e progressivo avvicinamento al jazz, musica che fino ad allora avevo ignorato o ascoltato distrattamente. Un avvicinamento solo da fruitore purtroppo, non avendo nessun talento musicale. (Sono stonato come una campana!!!!)
Poiché fra gli scopi di questo blog c'è anche quello di
consigliare l'ascolto di un disco più o meno legato a quanto scritto, non disponendo nella mia pur vasta discoteca un album del quintetto di Gil Cuppini di quel periodo, ho scelto un disco di qualche anno dopo. Si tratta di What's New (Meazzi MPL-04012-1961). Qui Gil suona con un quintetto analogo come formazione però con musicisti diversi da quelli del 1955, ma le atmosfere sono le stesse. Riascoltando brani come What's New, Solar, Confirmation, I Love You ecc., e chiudendo gli occhi mi sembra di tornare magicamente a quella spendida serata dell'agosto del 1955.
L'album è stato ripubblicato in CD nel 1996 dall'etichetta Right Tempo Classics RTCL811